SCONVOLGIMENTI. Gela prima e dopo l’industrializzazione nel racconto dei suoi abitanti

Film  documentario  realizzato da Cliomedia Public History con la regia di Chiara Ottaviano e Andrea Giannone per il Future Lab e Memory Lab del Liceo scientifico e linguistico “Elio Vittorini” di Gela nell’ambito del progetto “ReVersE – L’antropocene capovolto” dell’Università degli studi di Catania, Dipartimento di scienze umanistiche.  Durata ca 60’.

Trailer: SCONVOLGIMENTI. Gela prima e dopo l’industrializzazione nel racconto dei suoi abitanti

Regia di Chiara Ottaviano e Andrea Giannone 

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SINOSSI
Attraverso il montaggio di brani di interviste a testimoni, documenti d’archivio, riprese della città di oggi emerge il racconto di Gela dalla scoperta del petrolio ai nostri giorni. Fra i documenti iconografici film documentari dell’Archivio storico Eni e fotografie tratte dall’archivio di Francesco Cerniglia. I 12 testimoni che intervengono in video sono l’esito di una campagna di raccolta di fonti orali fatta nel corso del laboratorio scolastico. Quasi tutti sono nati fra gli anni 40 e gli anni 50, hanno provenienze sociali e geografiche diverse. In prevalenza i testimoni sono  ex dipendenti ENI (tecnici e dirigenti) ed ex docenti delle scuole di Gela.

La narrazione è idealmente suddivisa in capitoli:

1. I LONTANI ANNI ’50: POVERTÀ, ARRETRATEZZA E NOSTALGIA PER UN ALTRO FUTURO POSSIBILE

Dai racconti dei testimoni (che trovano nei documentari dell’epoca una puntuale corrispondenza, in questo capitolo come altrove) emerge il quadro di una Gela estremamente povera dove nei bassi vivevano in un unico ambiente famiglie numerose e nei cortili si allevavano galline e si faceva la ricotta. Le strade erano poco e per niente asfaltate. I gelesi per la gran parte lavoravano in campagna, nella piazza principale si svolgeva il mercato delle braccia e all’alba con asini e carretti ci si recava al lavoro nei campi lontani. Qualcuno ricorda le nuotate al mare, le scoperte archeologiche, la presenza di Gela nelle cartoline che rappresentavano le bellezze della Sicilia. Quella turistica avrebbe potuto essere la vera vocazione della città?

2. I FAVOLOSI ANNI ’60: STIPENDIO SICURO E MODERNIZZAZIONE
Con la scoperta del petrolio e la creazione della raffineria irrompe la modernità: gli stipendi sono “favolosi”, le donne vengono assunte come dattilografe e impiegate, i ragazzi sono invogliati a proseguire gli studi tecnici nei nuovi istituti scolastici, braccianti, piccoli contadini e marinai abbandonano le precedenti attività – dalle quali ottenevano infimi ricavi- per trovare occupazione nei nuovi impianti industriali. Arrivano in città giovani impiegati e operai specializzati dal nord e non solo dal nord. Da Gela non si emigra più all’estero, o quasi. E’ uno sconvolgimento, visto da tutti come una grande promessa di futuro. 

3. NELLA TUMULTUOSA CRESCITA URBANISTICA L’ISOLA DI MACCHITELLA
Gela è investita da un improvviso e tumultuoso benessere, aumenta sensibilmente la popolazione e ne consegue un boom edilizio mal gestito e poco ordinato in cui incidono significativamente anche fenomeni speculativi. Macchitella, il quartiere residenziale voluto dall’ENI, ordinato e pieno di verde, costituisce un modello alternativo. Per i giovani di allora Macchitella è anche un “mondo nuovo”, dove potersi incontrare con ragazze più emancipate e frequentare locali diversi da quelli della città vecchia.

4. PENSAVAMO SOLO DI ESSERE SPORCHI: LA SCOPERTA DELL’INQUINAMENTO
La forma di inquinamento del mare più vistosa, il catrame sulla spiaggia e nell’acqua dove ci si faceva i bagni, era vissuta come il costo, non così grave, pagato all’industria, ovvero al benessere e alla modernità. La coscienza ambientalistica comincia a emergere solo in occasione di alcuni episodi che creano il panico nella città investita da una nube di fumo. La consapevolezza dei problemi provocati dall’inquinamento si va affermando negli anni Ottanta a Gela come in Italia, sia fuori che dentro gli stabilimenti. Muta la legislazione e l’ENI mette in campo tutti i dispositivi previsti.

5. NEL NUOVO MILLENNIO
I problemi legati all’inquinamento non vengono del tutto superati. Malattie e malformazioni prenatali vengono attribuite a fattori ambientali inquinanti anche se questo non viene dimostrato. Nel 2002, quando si parla della chiusura dello stabilimento, le proteste a Gela sono clamorose. Non così accade quando nel 2013 la riduzione delle attività è drastica anche per la promessa di una riconversione green che viene solo in parte mantenuta. Oggi quello post-industriale sembra un nuovo “sconvolgimento”. Gli adulti dichiarano di nutrire poche speranze per il domani delle nuove generazioni. Sentono di non aver saputo cogliere positivamente la straordinaria occasione di sviluppo che avevano avuto. Pensano che i giovani che studiano in sedi universitarie del nord difficilmente ritorneranno a Gela. Un giovane artista, invece, a Gela è ritornato. Crede nelle risorse di questa città. Ci scommette. 

6. E I GIOVANI?
Con i titoli di coda scorrono le immagini con le dichiarazioni degli studenti che hanno partecipato al Laboratorio scolastico, filmate con i cellulari. Le opinioni sono diverse. In molti parlano di impegno, del desiderio di riuscire a trovare un lavoro a Gela, del dovere di “rispettare” la loro città, che appare degradata per i comportamenti dei cittadini stessi. Altri scelgono luoghi specifici dove filmarsi immaginandone una possibile valorizzazione. Altri ancora sono certi che il proprio futuro sarò lontano. Tutti riconoscono di avere “scoperto” solo in occasione del laboratorio la storia della loro città.

CREDITS
SCONVOLGIMENTI Gela prima e dopo l’industrializzazione nel racconto dei suoi abitanti

Regia di Chiara Ottaviano e Andrea Giannone

Hanno partecipato alle attività di ricerca del LABORATORIO Memorie del futuro e nuovi immaginari sul futuro. Generazioni a confronto gli studenti delle classi 3AS, 3AL, 3BS, 3CS, 3E, 4AS, 4AL, 4D, 4F del Liceo Scientifico “Elio Vittorini” di Gela con le insegnanti Eliana Casano, Cinzia Basilea, Tiziana Faraci, Germana Impellizzeri, Concetta Gallo, Fabiola Aldisio, Sonia Presti, Francesca Scicolone, Lorella Moscato, Silvana Minardi, Rosalba Trainito.

Un vivo ringraziamento alla Dirigente scolastica prof.ssa Angela Tuccio e a tutte le persone che hanno collaborato al lavoro di ricerca svolto dagli studenti condividendo ricordi, documenti e opinioni sulla storia della trasformazione di Gela e della sua comunità a partire dalla seconda metà del  Novecento. Non tutte le interviste raccolte sono presenti nel documentario ma tutte sono state una preziosa risorsa e un grande stimolo per la comprensione del passato e l’immaginazione del futuro.

Le ragazze e i ragazzi del Vittorini intervenuti in video sono Alessandra Mendola, Daniele di Pietro, Giuseppe Pistritto, Alice Maria Di Dio, Serena Vella, Ludovica Alessi, Davide Zappietro, Andrea Baldacchino, Martina Lattaferro, Gabriele Pizzardi, Orazio Pizzardi, Marisol Licata, Sharon Granvillano, Francesco Di Dio, Vincenzo Savoca, Andrea Lombardo, Beatrice Incorvaia, Martina Pizzardi, Beatrice Pardo, Rocco Casciana, Clara Enia, Diletta Turco, Giuseppe Lo Bartolo, Marta Cutini, Rosa Catalano, Samuele La Cognata, Sara di Bona, Sophie Scicolone, Giulia Sanfilippo.

 Una menzione particolare a Flavio Bernetti, Martina Caruso, Giuseppe Liardo, Ginevra Morteo, Alessandro Petralito, Biagio Saviano.

Si ingrazia l’Archivio storico ENI per aver autorizzato l’utilizzo delle sequenze tratte da:

  • A Gela qualcosa di nuovo a cura di Fernando Cerchio, 1960
  • Gela 1959: pozzi a mare a cura di Franco Dodi e Vittorio De Seta, 1960
  • Il Gigante di Gela di Giuseppe Ferrara, 1964
  • Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara con commento di Leonardo Sciascia, 1964

Le fotografie storiche di Gela sono di Francesco Cerniglia che ringraziamo vivamente.

Grazie anche a Enrico Cartia per le riprese video con il drone.

Sono de “l’Unità” e dell’ “Avanti!” i titoli dei giornali dell’epoca .

Coordinamento scientifico LABORATORIO Memorie del futuro e nuovi immaginari sul futuro. Generazione a confronto realizzato nell’ambito del progetto “ReVersE. L’antropocene capovolto” Alessandro Lutri Università di Catania Dipartimento di scienze umanistiche.

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