Muri a secco, muragghi e progettazione di futuro
Istituto scolastico: I.I.S. “Galileo Ferraris” di Ragusa
Insegnanti: Gaudenzia Flaccavento, Giusi Pagliarello, Giuseppe Cambiano, Cecilia Rita Passalacqua, Leda Aglianò, Angelo Ricci, Innocenzo Torrisi
Dirigente scolastico: Prof. Ing. Rosario Biazzo
Classe: 2^B Liceo Artistico
Tutor videomaker: Francesco Bocchieri
Gli studenti: Federica Cilia, Diego Salvatore Conti, Noemi Maria Dibenedetto, Enrico Dimartino, Alisia Impellizieri, Antonio Lembo, Noemi Murabito, Ivano Parrino, Desiree Mariacarmela Poidomani, Giuliano Salice, Greta Seminara, Feifei Sun, Giada Vitale, Giuliano Giovanni Vitale
Si ringraziano: dott.sa Clorinda Arezzo, dott. Vincenzo Cassì, prof. Giorgio Flaccavento, Ass. Catia Pasta, Angelo Nobile, Cosimo Dibenedetto, il museo della città di Palazzo Zacco, l’Associazione Colletivo Ocra
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Alla scoperta di Ragusa e del suo paesaggio culturale….e se questo paesaggio fosse estremamente vicino, proprio fuori dal recinto della scuola, tanto comune da essere trascurato, tanto frequente da essere minacciato? Lo sguardo dei ragazzi della sezione Liceo Artistico Indirizzo grafico si è posato sui muri a secco: presenze mute che per km delimitano culture, proteggono animali, alberi e terreni, che testimoniano un lavoro faticoso, anonimo e quasi senza tempo dei nostri antenati.
Il percorso è partito da lontano, dall’esplorazione dei tratti che costituiscono il genius loci della nostra città: oltre alle murature in pietra a secco, ci sono le cave, le masserie, i ponti, i carrubi. Al generoso albero del carrubo è stato dedicato un monumentale lavoro artistico corale, un bassorilievo in ceramica a cui tutti hanno contribuito con un personale tassello. Le radici verso la terra sono la memoria che permette l’espansione verso il futuro, come i due alberi di carrubo che fanno ombra nel cortile dell’istituto.
Poi l’attenzione è tornata ai muri a secco: proprio dietro la scuola, tra rotatorie, cantieri e condomini, due silenziosi manufatti, due muragghi (cumuli ordinati di pietre) opere che raccontano il semplice piacere di rendere bello ciò che è utile, sono stati il microcosmo di accesso all’arte della muratura a secco, da poco entrata nel patrimonio immateriale dell’umanità. Dalla scoperta delle origini geologiche della pietra iblea, al racconto di un appassionato cultore della civiltà dei murassiccari, alle domande sul futuro: per quanto tempo sopravviveranno alla modernizzazione dell’agricoltura, all’incuria, all’avanzare del cemento?
Illuminante è stato l’incontro con l’Arch. Maria Flaccavento, che ci ha spiegato cos’è il Piano Regolatore Generale, la sua logica e le previsioni di intervento per l’area vicina all’Istituto. Guidati dai vincoli e dai criteri del PRG i ragazzi hanno immaginato cosa si potrebbe costruire, cercando di salvare i muragghi…ma in fondo tutti hanno sperato che quei campi che hanno esplorato ad inizio della primavera, tra gli asparagi ed i primi fiori, restassero semplicemente come sono, per ricordarci che quella era semplicemente campagna.
BIBLIOGRAFIA
Giorgianni Mario, Giuseppe Leone, La pietra vissuta. Il paesaggio degli Iblei, Sellerio, Palermo, 1978.
Paolo Tiralongo (a cura di), Pietra su pietra. Architettura in pietra a secco degli Iblei, EdiARGO, Ragusa, 2006
Vito Campo, La pietra sapiente. I muri a secco nel paesaggio ibleo, Le Fate editore, Ragusa, 2021
RINGRAZIAMENTI:
Vito Campo, Arch. Maria Flaccavento, Il laboratorio di terre e rocce del Libero Consorzio comunale di Ragusa, nella persona del geologo Dott. Giuseppe Scaglione.
CONTENUTI EXTRA
VIDEO 1
Gli insegnanti Angelo Ricci e Gaudenzia Flaccavento, a partire da un’ opera realizzata dagli studenti raffigurante un carrubo, sottolineano il valore simbolico dell’albero che caratterizza il paesaggio ragusano.
VIDEO 2
Nel corso della visita al “Laboratorio di terre e rocce” del Libero Consorzio comunale di Ragusa, il geologo Giuseppe Scaglione illustra le proprietà della roccia calcarea che caratterizza il territorio ragusano.
GALLERIA FOTOGRAFICA
