{"id":1104,"date":"2023-08-04T17:28:08","date_gmt":"2023-08-04T15:28:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/?page_id=1104"},"modified":"2023-09-24T15:30:00","modified_gmt":"2023-09-24T13:30:00","slug":"laboratori-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/laboratori-2\/","title":{"rendered":"I LABORATORI"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\" id=\"wpb-content-root\"><p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;1193&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><em>Intervento delle professoresse Isabella Aiosa e Mariarosaria Fallone all V Conferenza Nazionale dell&#8217;AIPH-Associazione Italiana di Public History, Firenze 6 giugno 2023.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>L&#8217;IDEA&nbsp;<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Il progetto di cui vi parliamo nasce per ricostruire la storia di un parco urbano, il parco Dora, e di un&#8217;area che nel secolo scorso ha ospitato complessi industriali della citt\u00e0 di Torino ed \u00e8 stata dunque un quartiere operaio, ed ha poi cambiato volto agli inizi degli anni Duemila con la deindustrializzazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Anche se il passato del luogo viene evocato da evidenti tracce di archeologia industriale, i ragazzi non ne conoscevano la storia, avevano sempre vissuto da fruitori occasionali o intenzionali un parco diventato poi il soggetto del \u201cloro\u201d documentario, un mediometraggio articolato in tre capitoli: \u201cieri\u201d per ricordare il passato operaio e farlo rivivere attraverso testimoni e documenti d&#8217;archivio, \u201coggi\u201d per illustrarne il suo presente, \u201cdomani\u201d per stimolare nei ragazzi una riflessione su come il parco potrebbe ancora trasformarsi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">I ragazzi in questione sono alunni e alunne di due classi della terza media di una scuola, la Sibilla Aleramo, che si trova vicino al parco, in un contesto di periferia urbana non degradata ma che presenta pochi spazi di aggregazione sociale; le classi sono abbastanza eterogenee e per questo il coinvolgimento nel progetto ha rappresentato per noi una sfida importante, poich\u00e9 la partecipazione \u00e8 stata su base volontaria e l&#8217;attivit\u00e0 non \u00e8 stata oggetto di valutazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>LE FASI DEL PROGETTO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Il progetto \u00e8 stato sviluppato in varie fasi: gli alunni hanno svolto incontri di formazione di educazione ai linguaggi audiovisivi, hanno poi preso parte alla preproduzione del mediometraggio e poi alla produzione stessa, hanno sperimentato metodologie (ricerche su fonti d&#8217;archivio, interviste sul campo&#8230;), strumenti e tecnologie, in un processo creativo che li ha portati quasi naturalmente a organizzarsi come una vera e propria troupe cinematografica con ruoli ben definiti (fonico, ciacchista, segretario di produzione, regista&#8230;).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Nella produzione hanno avuto un ruolo fondamentale i testimoni, la diversa natura e specificit\u00e0 dei loro contributi ha costruito un immaginario del luogo sfaccettato e interessante; gli ex operai, alcuni nonni degli alunni stessi, hanno fatto luce su elementi di storia locale e familiare, accendendo uno scambio tra generazioni potente e inconsueto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Dei writer hanno raccontato il parco Dora come un luogo unico in Italia per l&#8217;ampiezza degli spazi da riempire con graffiti e murales che di volta in volta vengono coperti con altre opere in una sovrapposizione espressiva sempre rispettosa dell&#8217;artista precedente: il parco diventa cos\u00ec un luogo mutevole e in grado di \u201cparlare\u201d ai suoi fruitori.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Esperti di storia sociale e progettazione urbana con la loro testimonianza hanno permesso di decodificare un territorio complesso e stratificato, consentendo ai ragazzi di immaginarne il futuro alla luce di una maggiore consapevolezza del presente.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Tutto il lavoro svolto si \u00e8 attenuto ai principi della public history: sono infatti state promosse pratiche di partecipazione che hanno coinvolto un importante segmento della comunit\u00e0, che hanno messo in dialogo diverse generazioni e arricchito il patrimonio comune di conoscenza storica.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>LA DIDATTICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Sul piano pi\u00f9 strettamente scolastico, questa esperienza ha apportato un valore aggiunto alla didattica su tre aspetti: la fluidit\u00e0 dei ruoli, l&#8217;acquisizione di competenze trasversali da parte degli alunni e l&#8217;interdisciplinariet\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">L&#8217;esperienza di public history ha arricchito la tradizionale programmazione didattica: ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto con il territorio, con il tessuto sociale, di far scoprire la storia nella vita quotidiana&#8230;insomma la storia \u00e8 uscita dalle aule scolastiche per incontrare i ragazzi a cielo aperto e per parlare loro attraverso luoghi che loro hanno sempre percorso ma mai interrogato&#8230;in questo modo la storia non \u00e8 pi\u00f9 un succedersi di eventi e di date in cui per i ragazzi \u00e8 difficile trovare non tanto un filo logico quanto un filo emotivo di coinvolgimento. Nell&#8217;ultima parte del documentario sono proprio i ragazzi a parlare, l&#8217;ingresso diretto all&#8217;interno del racconto della storia li fa sentire parte della storia, il frutto di quello che c&#8217;\u00e8 stato prima e quindi anche agenti attivi della storia, e questa secondo me \u00e8 la forza di questa disciplina e del suo incontro con i pi\u00f9 giovani.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Questa esperienza ci ha permesso di vivere in prima persona quello che di solito \u00e8 un racconto di esperienze pregresse che si svolge prevalentemente all\u2019interno di un\u2019aula. L\u2019urbanistica e la sua storia hanno trovato infatti un riscontro diretto e immediato in ci\u00f2 che i ragazzi hanno vissuto attraverso questo lavoro condiviso. Argomenti a volte complessi per i ragazzi di questa et\u00e0 (leggi urbanistiche, piani regolatori\u2026) sono entrati come elementi vivi e determinanti nel progetto. Anche le procedure urbanistiche hanno permesso che questo luogo si sia trasformato in quello che vediamo: a saperlo leggere il Parco Dora racconta chiaramente la sua storia e la storia della gente che l\u00ec ha vissuto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">I ragazzi hanno capito che non si pu\u00f2 comprendere un luogo se non lo si impara a osservare e, parallelamente, se non si conoscono gli strumenti che hanno permesso al territorio di trasformarsi in relazione a tutta la citt\u00e0. Un\u2019esperienza di rigenerazione urbana che non \u00e8 arrivata alla sua conclusione e loro sono e saranno parte attiva.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Inoltre la conoscenza e l\u2019uso degli strumenti (macchina fotografica, luci, audio, drone..), da parte dei ragazzi, ha sollecitato un racconto attraverso immagini, oggi cos\u00ec tanto importanti, che loro stessi hanno scelto volta per volta puntando l\u2019attenzione su ci\u00f2 che hanno imparato a vedere facendoli sentire ancora una volta parte di qualcosa che troppo spesso attraversavano senza consapevolezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">La partecipazione dei ragazzi ai laboratori pomeridiani di indagine sul territorio e di interviste ha permesso l&#8217;instaurarsi di rapporti insegnante-alunni diversi da quelli pi\u00f9 rigidi e vincolati all&#8217;ambiente della classe: abbiamo per esempio visto ragazzi non particolarmente impegnati nello studio, appassionarsi e partecipare attivamente a tutte le fasi di produzione, aiutare le professoresse nella preparazione della strumentazione prima di ogni laboratorio sono nate nuove consuetudini di scambio e reciprocit\u00e0 che spesso la classe non permette, per la frontalit\u00e0 di una cattedra che gli alunni vedono un po&#8217; come un limite e che spesso limita anche noi insegnanti.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Questa esperienza ha perci\u00f2 favorito l&#8217;inclusione e ha dimostrato di poter essere uno strumento per contrastare la dispersione scolastica e con essa la marginalizzazione sociale: se i ragazzi hanno<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">partecipato spontaneamente ad una attivit\u00e0 pomeridiana non obbligatoria e per giunta non valutata, questi stessi ragazzi li troveremo presenti anche al mattino, si spera con una nuova visione della scuola e una rinnovata fiducia nei saperi che la scuola propone.&nbsp;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">Infine questo progetto, articolato in diverse discipline tra loro comunicanti (l&#8217;urbanistica, la storia, il cinema) ha trasmesso ai ragazzi l&#8217;importanza della trasversalit\u00e0 di un approccio conoscitivo, di una visione complessa della realt\u00e0 che diventa lezione di educazione civica, stimolo a considerare un fatto o un problema sotto molteplici aspetti e punti di vista.&nbsp;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">C&#8217;\u00e8 poi un ultimo punto non meno importante che vorremmo sottolineare: il risultato di questo lavoro non rimane chiuso nelle aule della scuola o sulla mensola dell&#8217;ufficio del dirigente scolastico, ma ritorna a dialogare con il territorio, a restituire alle persone coinvolte il frutto di una costruzione collettiva: abbiamo previsto una proiezione pubblica in uno dei cinema del quartiere, in modo che la comunit\u00e0 possa vedere il proprio parco anche attraverso gli occhi e i racconti degli allievi, conservarne una memoria comune e proiettarsi su un futuro di trasformazioni sempre pi\u00f9 a misura di un quartiere e della sua gente.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>ngg_shortcode_0_placeholder<span style=\"font-weight: 400; font-size: 12pt;\">HANNO PARTECIPATO:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>CLASSE III C A.S.2022-23&nbsp;<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">Davide &nbsp; Alemanno, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Emma&nbsp; Andries, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Davide Apetrei, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Younesse Aziz, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Rebecca Costante, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Simone Crisafulli,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Leila Eddahbi,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Davide Genghi,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Azzurra Giardina,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Fabio Giorgi,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Hiba Guedri,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Blessed Idehen,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Hamza Mghaini,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Andreea Michliuc,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Simone Piroscia,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Giorgia Rosso,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ahmed Smei,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Alessandro Vitillo,&nbsp;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Rafael Zoicas-<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Alunni III D A.S.2022-23&nbsp;<br \/>\n<\/strong>&nbsp;Alibrio Dalila, Antoneag Amalia, Aracri Pasquale, Bonomo Arianna, Cimpoesu Sara Elena, D&#8217;ambrosio Riccardo, Deliu Leonardo Nicolas, Dolce Nicole, Dumitru Maria Lavinia, Eterno Giorgia, Falzetta Gaia, Lefranc Sara, Lia Sabrina, Manfrini Swamy Chanel, Mazzilli Lorenzo, Rosca Marian, Sava Ionelaelena, Scotellaro Letizia, Umaigba Osayame Play, Uribe Moron Bruno Marcelo, Zarbo Christian Domenico, Zarri Edoardo.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;1193&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Intervento delle professoresse Isabella Aiosa e Mariarosaria Fallone all V Conferenza Nazionale dell&#8217;AIPH-Associazione Italiana di Public History,<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1104","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1104"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1413,"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1104\/revisions\/1413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.labstoria.it\/parcodoravisionifuoriluogo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}